divorzio

Il divorzio scioglie definitivamente il vincolo matrimoniale e deve essere pronunciato dal Tribunale competente con sentenza.

In caso di matrimonio concordatario (ossia quando il matrimonio è stato celebrato in Chiesa e poi regolarmente trascritto nei registri dello Stato Civile del Comune), si parla più propriamente di “cessazione degli effetti civili” del matrimonio stesso; per sciogliere gli effetti religiosi di esso occorrerà richiedere l’annullamento al Tribunale Ecclesiastico e poi alla Sacra Rota.

Casi di divorzio

Prima di pronunciare la sentenza di divorzio, il Tribunale deve sempre tentare la riconciliazione tra i coniugi e sincerarsi che la frattura sia definitiva e non possa ricostruirsi in alcun modo la comunione materiale e spirituale tra i coniugi (art.1 Legge 898/1970).

Oltre a ciò, il Giudice deve controllare la sussistenza di almeno uno dei presupposti tassativamente previsti dalla legge. In estrema sintesi, i casi di divorzio sono i seguenti:

1. i coniugi sono separati legalmente e, al tempo della presentazione della domanda di divorzio, lo stato di separazione dura ininterrottamente da almeno 3 anni (tale termine di 3 anni decorre dal giorno della comparizione delle parti davanti al Presidente del Tribunale nel procedimento di separazione)

2. uno dei coniugi è stato condannato con sentenza definitiva all’ergastolo o a una pena superiore a 15 anni di reclusione, oppure è stato condannato per incesto, delitti contro la libertà sessuale, prostituzione, omicidio volontario o tentato di un figlio, tentato omicidio del coniuge, lesioni aggravate, maltrattamenti, ecc.

3. uno dei coniugi è cittadino straniero e ha ottenuto all’estero l’annullamento o lo scioglimento del vincolo matrimoniale o ha contratto all’estero un nuovo matrimonio

4. il matrimonio non è stato consumato

5. è stato dichiarato in giudizio il mutamento di sesso di uno dei coniugi

Divorzio giudiziale

Lo scioglimento del vincolo matrimoniale può essere richiesto da uno dei coniugi anche contro o senza la volontà dell’altro.

Il procedimento contenzioso (per la mancanza di accordo dei coniugi) si svolge innanzi al Presidente del Tribunale del luogo in cui il secondo coniuge ha la propria residenza o il proprio domicilio; nel caso in cui il secondo coniuge sia residente all’estero o risulti irreperibile, la domanda di divorzio si presenta al Tribunale del luogo di residenza o di domicilio del coniuge richiedente.

Nel ricorso si deve aver cura di indicare l’esistenza di figli di entrambi i coniugi.

Ciascun coniuge deve essere assistito da proprio difensore.

All’esito della prima udienza, il Presidente del Tribunale accerta che la comunione spirituale e materiale tra i coniugi non possa essere ricostituita ed emana un’ordinanza con i provvedimenti temporanei e urgenti necessari per regolamentare gli aspetti patrimoniali e che interessano i figli nella pendenza del procedimento.

Il procedimento prosegue poi come un processo ordinario, con la fissazione di altre udienze.

Se il procedimento comporta una lunga fase istruttoria, vale a dire un lungo periodo di acquisizione delle prove (testimoni, perizie, ecc.), il Tribunale emana una sentenza provvisoria, che intanto consenta ai coniugi di riottenere lo stato libero.

Divorzio a domanda congiunta

Il divorzio può anche essere chiesto dai due coniugi congiuntamente, i quali tramite i loro difensori avranno raggiunto le condizioni di divorzio che soddisfino entrambi e che riguardino l’eventuale assegno divorzile al coniuge più debole, i provvedimenti in riferimento ai figli, se ancora minorenni, il loro mantenimento e tutti gli altri accordi di natura patrimoniale.

Il procedimento si svolge innanzi al Tribunale in camera di consiglio.

A tale udienza il Tribunale tenta la conciliazione e accerta che la comunione spirituale e materiale tra i coniugi non può più essere mantenuta o ricostituita, poi prosegue nella verifica della sussistenza dei presupposti richiesti dalla Legge sul Divorzio ed emette la sentenza di scioglimento del vincolo matrimoniale (o di cessazione degli effetti civili, in caso di matrimonio concordatario).

L’iter del divorzio a domanda congiunta è quindi più veloce e si traduce in una sola udienza dinanzi al Collegio e la sentenza di divorzio che sarà emessa viene trasmessa all’Ufficiale di Stato Civile per l’annotazione nel Registro dello Stato Civile del luogo in cui fu trascritto il matrimonio.

Effetti del divorzio

La sentenza di divorzio produce i seguenti effetti:

1. lo scioglimento del vincolo civile del matrimonio concordatario

2. la moglie perde il cognome del marito che aveva aggiunto al proprio dopo il matrimonio (ma può mantenerlo se ne fa espressa richiesta e il Giudice riconosce la sussistenza di un interesse della donna o dei figli meritevole di tutela)

3. il coniuge economicamente più debole potrà godere di un assegno divorzile, fin quando non sarà in grado di sostentarsi da solo e di mantenere il tenore di vita goduto durante il matrimonio; detto assegno sarà commisurato alle sostanze economiche dell’altro coniuge ed alla durata del matrimonio

4. viene decisa la destinazione della casa coniugale e degli altri beni di proprietà

5. i figli minorenni vengono affidati a uno dei coniugi, con obbligo per l’altro di versare un assegno di mantenimento della prole, o a entrambi congiuntamente (cd. “affidamento condiviso”), nel rispetto di quanto previsto anche dagli artt. da 337-bis a 337-octies cod. civ. (così come introdotti dal D.Lgs. 154/2013 in materia di filiazione)

6. ciascun coniuge perde i diritti successori nei confronti dell’altro, salva la possibilità di chiedere un assegno alimentare a carico della eredità se ve ne siano i presupposti

7. se la sentenza di divorzio aveva a suo tempo riconosciuto a un coniuge il diritto all’assegno di mantenimento, tale coniuge ha diritto anche alla pensione di riversibilità dell’ex coniuge defunto (o a una sua quota), a condizione che nel frattempo il coniuge superstite non si sia risposato

In ogni caso, se uno dei coniugi matura il diritto al trattamento di fine rapporto, prima che sia pronunciata la sentenza di divorzio, l’altro coniuge ha diritto a una parte di tale importo.