Un esempio pratico dall'avvocato matrimonialista

 

Schema di una denuncia/querela

 

L’avvocato matrimonialista Della Corte di Roma, in questo paragrafo, esporrà lo schema di una denuncia/querela. Anche in questo caso, i dati relativi alle persone sono stati opportunamente cancellati dall’avvocato matrimonialista.

 

“Io sottoscritto signor C.P., nato a Roma, il .......... e domiciliato presso .........., in via Roma n.40, Roma

 

ESPONGO QUANTO SEGUE

 

Ho contratto matrimonio in data .........., a .......... con la signora G.Z., nata a ROMA, il .......... e residente a .......... in via .......... .

Ci siamo sposati il .......... e dalla nostra unione è nata K., a ROMA, il .......... .

Purtroppo, a causa di insanabili incompatibilità caratteriali con mia moglie e di gravi fatti sopraggiunti che hanno dato adito a continui contrasti, siamo addivenuti alla dolorosa convinzione di doverci separare e di rivolgerci a un avvocato matrimonialista in Roma.

Questi attriti hanno determinato più volte animate discussioni, piene di offese contro di me anche in presenza della bambina, conflittualità sfociata definitivamente nella decisione di incardinare un procedimento di separazione giudiziale attraverso l’avvocato matrimonialista Della Corte.

Nel marzo 2010, a causa degli eventi sopra descritti, sono andato via dalla casa coniugale e questa decisione, già di per sé sofferta, ha coinciso con il sopravvenire di un altro evento traumatico che ha cambiato radicalmente la mia vita: dopo qualche mese, infatti, dal mio allontanamento da casa, ho perso il posto di lavoro.

Nonostante mi sia prodigato immediatamente nella ricerca di un nuovo impiego, tale ricerca non mi ha portato i risultati sperati, ad esclusione di lavori saltuari che non mi permettevano un mantenimento dignitoso, tanto che dal 2013 sino a qualche mese fa, ho vissuto per strada non potendomi permettere neanche il fitto di una stanza.

La penosa e difficile situazione in cui mi sono improvvisamente trovato, ha creato molti problemi con la mia ex moglie la quale, noncurante del fatto che io non avessi alcun tipo di risorsa economica, ha costantemente minacciato di non farmi vedere la bambina se non le avessi corrisposto un assegno mensile di €.500,00, pretesa impossibile dal momento che non potevo permettermi in alcun modo di corrisponderle un tale importo.

A riprova delle non celate minacce e dell’assoluta insensibilità della sig.ra Z., da ben quattro anni non solo non vedo mia figlia, ma non riesco neppure a parlare con lei al telefono.

Mia moglie, infatti, attua continue ritorsioni nei miei confronti e quando insisto nel telefonare per cerare di parlare con K. minaccia addirittura di volermi denunciare per stalking, così come ho raccontato all’avvocato matrimonialista di Roma che segue il mio caso.

Attualmente, a causa dell’ostruzionismo della madre, non sono a conoscenza di nulla che riguardi mia figlia: non so quel che fa, quali sono suoi hobby, chi sono i suoi amici. Addirittura non conosco neppure la scuola che frequenta e tutto ciò mi provoca un profondo stato di angoscia e prostrazione in quanto vengo arbitrariamente privato del diritto fondamentale di essere padre, del diritto di far parte della vita di mia figlia, di vederla crescere e di instaurare un rapporto con lei.

Essere padre, così come ritiene anche l’avvocato matrimonialista Della Corte, non può essere ridotto esclusivamente ad una mera funzione di bancomat, cioè, di elargizione di un freddo assegno di mantenimento mensile (impegno che ottempererò immediatamente appena le condizioni economiche lo consentiranno), così come invece pensa la madre, che continua ad essere noncurante dei danni che rischia di arrecare ad una ragazza in fase adolescenziale, negandole la frequentazione col padre e subordinando mostruosamente tale frequentazione alla corresponsione di denaro da parte mia.

Da qualche settimana, così come ho riferito all’avvocato matrimonialista, ho trovato lavoro come magazziniere e sarò ben felice di corrispondere del denaro per il mantenimento di mia figlia, anche se questo non può essere la conditio sine qua non affinchè io possa vederla e trascorrere del tempo insieme.

Come appena accennato, non sono a conoscenza neppure di dove abitino la mia ex moglie e mia figlia.

Giorni fa, mi sono recato ad A., nei pressi della mia casa coniugale notando, con sorpresa, che era stata abbondonata e le uniche presenze erano i cani in giardino.

Un paio di settimane fa, possedendone ancora le chiavi, sono entrato nella casa ormai disabitata trovandola in pessimo stato, piena di muffe dovute all’umidità e le utenze staccate. Insomma, mi sono ritrovato di fronte ad uno stato di totale devastazione.

Questo ed altri elementi mi inducono ad ipotizzare che, probabilmente, la mia ex moglie convive con un altro uomo dal quale sembra abbia avuto una figlia anche se, attualmente, non ho idea di dove possano abitare e tale situazione rende sempre di più irrealizabile il mio desiderio/diritto di rivedere la mia bambina con la quale, ripeto, non ho più rapporti da ben 4 anni e non per mia volontà.

La situazione che si è creata è divenuta talmente insostenibile che non ho più la forza di reggerla e temo che difficilmente riuscirò a rivedere mia figlia visto il ricatto economico che subisco dalla madre, anche se, ripeto, cercherò di ottemperare al più presto il mio onere avendo appena trovato lavoro, assistito dall’avvocato matrimonialista Della Corte di Roma.

E’ mia ferma intenzione, pertanto, tutelare il mio ruolo di padre e non intendo più soprassedere alla violazione di un mio diritto fondamentale a causa dei biechi ricatti della mia ex moglie.

Per tutto questo esposto,con l’ausilio dell’Avvocato matrimonialista Della Corte, sporgo formale

 

 

DENUNCIA - QUERELA

 

nei confronti della Signora G.Z., nata a Roma il .......... , e residente in .......... , per tutti i reati ravvisabili nei fatti esposti o a seguito di indagine anche nei confronti di chi possa avervi concorso a qualsiasi titolo.

Mi riservo, fin d’ora, di costituirmi parte civile.

 

IL QUERELANTE