Un caso di esempio trattato dall'Avvocato Dalla Corte

 

La separazione giudiziale 2/3

 

L’Avv. Mariarosaria Della Corte, matrimonialista di Roma, in questa pagina riporterà la seconda parte dello schema della separazione giudiziale dei coniugi L. e P.

 

“… Trattandosi di un solo anno, la signora propose al coniuge di rimanere a Roma coi figli, potendo lo stesso raggiungere la famiglia almeno una volta la mese.

Tale decisione fu interpretata dal P. quale avversione del coniuge alle proprie ambizioni professionali e da allora cominciò una nuova fase di conflitti.

Bisogna sottolineare, per amor di verità, che da quel momento il resistente ha sempre avuto, e dura tuttora, un forte risentimento nei confronti della moglie, che non si curava di nascondere nemmeno alla presenza dei figli, che assistevano spesso a logoranti liti tra i coniugi, come riferito all'Avvocato Della Corte in veste di matrimonialista.

La sig.ra L. ha più volte tentato di ricondurre alla ragionevolezza il coniuge, ma egli ha sempre reagito in maniera arrogante e sprezzante alle istanze della moglie.

Da allora questo è stato il leit-motiv della coppia: un uomo incline ad esprimere prevalentemente le proprie esigenze, senza comprensione per quelle altrui, nemmeno quando questi “altri” erano la sua famiglia.

La sofferta decisione della sig.ra L. di separarsi dal coniuge e rivolgersi a un avvocato matrimonialista è stata, pertanto, dettata dallo stato di frustrazione in cui la stessa si è venuta a trovare, tenendo in debita considerazione che ad agosto scorso il sig.P, mentre moglie e figli erano ancora in vacanza, è andato via dalla casa coniugale, portando con sé la maggior parte degli effetti personali.

I fatti summenzionati hanno ovviamente minato l’affectio coniugalis tra le parti, rendendo oltremodo impossibile la prosecuzione della vincolo e hanno indotto la signora L. a rivolgersi all’avvocato matrimonialista.

L’odierna ricorrente ha preso atto delle volontà del coniuge, auspicando, in cuor suo, che i figli avrebbero tratto sollievo dal non subire più, giornalmente, le liti tra i coniugi e dal non respirare più l’aria di tensione e di conflitto che si respirava.

 

Affidamento dei figli

 

In ordine all’affidamento dei minori, la signora L., in considerazione dell’età dei medesimi (8 e 4 anni) non si oppone ad un affidamento condiviso dei figli ex L.54/06, con collocazione stabile presso la casa coniugale, sita alla via L. C., 23.

Tuttavia, l’avvocato matrimonialista Della Corte, ritiene che la ricorrente non possa acconsentire alle richieste irragionevoli del coniuge di far vivere i minori per metà settimana un una casa e per l’altrà metà, in un’altra, con l’evidente compromissione per i minori delle abitudini di vita e dei luoghi di accudimento conosciuti fino ad oggi.

V’è da dire che il signor P. per abitudine o anche solo per la consapevolezza che vi si dedicava la moglie, in tutti questi anni ha vissuto il rapporto padre-figli nelle poche ore serali (quando era in casa) e qualche ora il sabato.

Tali, dunque, le abitudini consolidate dalla famiglia, negli anni, di trascorrere la domenica presso i genitori di lui e che il sabato veniva dedicato dal signor P. ai propri hobbies ed al relax.

La signora L., coadiuvata dal supporto dell'avvocato Mariarosaria Della Corte, matrimonialista di provata esperinza, riconosce l’importanza del ruolo genitoriale paterno ma auspica altresì che sia graduale il tempo di permanenza dei minori col padre, i quali, dal canto loro, sono abituati ad essere accuditi prevalentemente dalla madre.

L’avvocato matrimonialista ci ricorda che la giurisprudenza, di merito ha chiarito, in varie pronunzie, che l’impianto normativo della legge 54/2006 ha inteso riformulare le modalità di frequentazione dei minori col genitore non collocatario, concedendo pari “responsabilità genitoriali”, senza con ciò voler sancire che all’ affidamento condiviso corrisponda un “peregrinare” dei minori tra le residenze dei genitori.

Tuttavia, non può revocarsi in dubbio che il legislatore della novella non ha abolito la disciplina della casa coniugale, con ciò sottintendendone il prosieguo della ratio, ossia “che il minore necessita di un’abitazione stabile e di una organizzazione domestica coerente con le sue necessità di studio e di normale vita sociale” (ex multis: Trib Messina 18.07.2006), ossia ha diritto a mantenere il riferimento con le cose con cui vive da sempre, la cameretta, le sue tazze, ecc.

Pertanto, ad oggi, (senza voler escludere, per il futuro, un graduale aumento dei tempi e delle modalità di frequentazione), l’avvocato matrimonialista di Roma, propone il seguente calendario di visita: il padre potrà tenere con sé i figli per due pomeriggi a settimana (il martedì e il giovedì) dalle ore 15 alle ore 19, col pernottamento il martedì, nonché, a week end alterni, dal sabato all’uscita da scuola fino al lunedì mattina quando li riaccompagnerà a scuola, con pernottamento presso di lui.

Le vacanze di Natale, secondo la proposta dell’avvocato matrimonialista, saranno così suddivise: ad anni alterni, a partire dal primo anno di separazione: i minori trascorreranno il 24 dicembre con la madre ed il giorno 25 col padre, e il 31 dicembre con la madre ed l’1 gennaio col padre. Allo stesso modo, per le feste pasquali, il giorno di Pasqua con la madre e Pasquetta con il padre, secondo il principio dell’alternanza.

Per quanto riguarda le vacanze estive il padre potrà tenere con sé i figli per almeno dieci giorni consecutivi (nel mese di luglio e dieci giorni nel mese di agosto) concordando preventivamente tale periodo con il coniuge; i minori trascorreranno il proprio compleanno in compagnia di entrambi i genitori presso una ludoteca o qualsivoglia altro ambiente adatto alla ricorrenza.