Una caso di esempio trattato dall'Avvocato Dalla Corte

 

La separazione giudiziale 1/3

 

L’Avvocato matrimonialista Roma Della Corte illustra la trattazione delle varie di tipologie di separazioni dei coniugi previste dall’ordinamento giuridico italiano, ed in questo paragrafo si occuperà di esporre le caratteristiche strutturali e procedurali inerenti la separazione giudiziale.

La separazione giudiziale è il procedimento a cui fa ricorso uno dei coniugi quando sopraggiungono fatti gravi tali da pregiudicare il prosieguo di qualsivoglia convivenza o da arrecare pregiudizio all’educazione dei figli.

L’Avvocato Matrimonialista Roma ci ricorda che la separazione giudiziale può essere richiesta autonomamente da un solo coniuge, definita giuridicamente “parte”, cioè indipendentemente dalla volontà dell’altro coniuge.

La differenza tra separazione giudiziale e separazione consensuale sta nel fatto che nella prima i coniugi non hanno alcun accordo tra loro (né sulla decisione della richiesta di separazione né sui rapporti che ne conseguono), nella seconda, invece, i coniugi concordano sia nella decisione di adire il tribunale sia sulla regolamentazione dei loro rapporti circa le questioni economiche, l’affidamento dei figli e l’assegnazione della casa coniugale.

Il ricorso per separazione giudiziale può contenere la richiesta di addebito , qualora l’altro coniuge, in corso di matrimonio, abbia avuto comportamenti contrari agli obblighi coniugali. La pronuncia di addebito viene fatta dal giudice e determina effetti di natura patrimoniale ed economica che saranno, ora, illustrati dall’Avvocato: il coniuge a cui è addebitata la separazione, non potrà godere né del diritto di attribuzione dell’assegno di mantenimento, in alcuni casi, gli può essere riconosciuto quello agli alimenti e subirà anche una limitazione dei diritti successori nei confronti dell’altro coniuge.

L’avvocato matrimonialista in Roma ha il compito di redigere la richiesta di separazione, chiamata tecnicamente “ricorso”, e di proporla al tribunale competente, nella prassi, nel luogo dell’ultima residenza di entrambi i coniugi.

Depositato il ricorso, il Tribunale, attraverso il suo Presidente, nei cinque giorni successivi, fissa con decreto la data della comparizione dei coniugi, i quali dovranno obbligatoriamente presentarsi in udienza accompagnati dai propri avvocati.

In questa fase, il Presidente tenterà una conciliazione tra le parti e qualora questa fallisse, fisserà l’udienza successiva di comparizione davanti al Giudice Istruttore.

 

Schema di una separazione giudiziale

 

In questa pagina l’Avvocato Della Corte, matrimonialista in Roma, riporterà una schema reale di separazione giudiziale da cui, ovviamente, per motivi di privacy, sono stati eliminati tutti gli elementi riconducibili alle parti in causa.

“Il motivo reale della crisi matrimoniale tra i sigg.ri V. L. ed il signor P. va ravvisato nella coscienza e volontarietà del comportamento del resistente, il quale, pur essendosi autoescluso dal mènage familiare, si lamentava continuamente su come la coniuge gestisse ogni cosa, dai figli, alla casa, alla famiglia.

A tal proposito, all’avvocato matrimonialista preme precisare che la sig.ra L., fin dai primi tempi dell’unione, si è sempre dimostrata compagna fedele, paziente ed amorevole, presenza costante nella vita familiare nonché madre sensibile ed attenta.

Al contrario, il resistente non si è mai preoccupato delle esigenze della moglie e dei figli: marito e padre assente, lavorava fino a sera e quando rientrava non si dedicava alla piccola E., vieppiù nella giornata del sabato, trascorreva tutto il giorno dedicandosi ai suoi hobbies, dall’acquario al pc, riservando tempi sempre più esigui alla famiglia.

Dalla nascita del piccolo G., il signor P. è stato un po’ più presente; il bambino ha mostrato fin dall’inizio problemi di salute (una fastidiosa ernia iatale), con difficoltà nel mangiare e nei ritmi veglia/sonno.

Il piccolo infatti, la mattina, quando la mamma era al lavoro veniva assistito da una colf fissa, il pomeriggio lo trascorreva con la mamma, la notte puntualmente si svegliava alle 3,00 per riaddormentarsi verso le 5,30, fino ai due anni e mezzo di età.

Anche per questi “problemi” il resistente aveva addotto una motivazione logica, metteva i tappi alle orecchie, riferendo alla moglie che “non riusciva a dormire coi rumori molesti dei vicini al piano di sopra”.

Per tutti gli ultimi anni di vita matrimoniale, la ricorrente lavorava la mattina mentre il pomeriggio lo trascorreva a casa accudendo i figli, mentre il signor P. lavorava tutto il giorno e per ben tre sere a settimana andava direttamente dal lavoro in palestra (con un amico) e faceva ritorno a casa all’incirca alle 23.30, dopo essere stato a cena fuori.

L’avvocato Della Corte in Roma ritiene che, dai fatti summenzionati, appare fin troppo evidente che il resistente, per anni, abbia vissuto, in via residuale, la paternità prediligendone la parte ludica.

 

Le inevitabili conseguenze

 

E’ evidente come i comportamenti disinvolti del P. abbiano determinato il progressivo quanto inesorabile deteriorarsi dell’unione coniugale che ha avuto il suo acme tra la fine del 2010 e la metà dell’anno 2011, tanto che la resistente ha maturato la decisione di rivolgersi all’avvocato matrimonialista Della Corte, in Roma.

Infatti, a giugno del 2011 il resistente ricevette un’offerta lavorativa, a tempo determinato (circa un anno) per Dubai, ed insistette affinchè la moglie e i figli lo seguissero.

La signora L. non se la sentiva di trasferire i bimbi in così tenera età (E. aveva circa 6 anni e mezzo e G. solo 2 anni e mezzo!) in un posto un cui d’estate vi sono 50°, sradicandoli completamente dai luoghi ad essi familiari e dalla scuola appena iniziata per E. così come riportato nell’atto riportato dallo Studio Legale Matrimonialista Della Corte, e da lì sono continuati i dissapori tra i coniugi che si sono allontanati sempre di più tra loro.