Nell’ambito della tutela della persona e della famiglia, occorre difendersi dalle violenze in famiglia e dai maltrattamenti sia fisici sia psicologici è meglio affidarsi al miglior avvocato matrimonialista.

Tali forme subdole di violenza sono talmente diffuse da indurre il legislatore ad intervenire con più leggi successive.

Da poco è stato approvato il D.L 93/2013 convertito in legge 15 ottobre 2013 n. 119, ovvero le norme in materia di maltrattamenti, violenza sessuale e atti persecutori, che hanno modificato alcune norme del codice penale e segnatamente l’art 61 c.p. sulle aggravanti, l’art 572 c.p. (maltrattamenti contro familiari e conviventi), l’art 609 ter c.p., sulle circostanze aggravanti, l’art 609-decies c.p., comunicazioni al Tribunale per i Minorenni e l’art 612 bis c.p. rubricato Atti persecutori.

La linea comune a tutti questi articoli concerne l’aggravante e l’inasprimento di pene e condotte punite ove il reato si consumi in danno del coniuge e/o convivente, in danno di donna in gravidanza o in danno o alla presenza di minore.

La nuova legge stabilisce un aumento di pena ”se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici” (art 612-bis c.p.), i termini per proporre querela passano a sei mesi ed infine è previsto che la remissione di querela non sia possibili se il fatto è stato commesso mediante minacce reiterate nel tempo.

Si procede d’ufficio se il fatto viene commesso nei confronti di minore o di persona con disabilità.