Ricorso per affidamento esclusivo (continuazione)

 

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Quando il coniuge non favorisce il dialogo

 

La signora Maria Teresa perservera in atteggiamenti di arroganza e supponenza ed avendo, da tempo, interrotto ogni forma di dialogo con l’ex marito si avvale della figlia come tramite per comunicare con lui.

La madre, secondo l’avvocato matrimonialista di Salerno tenta di esercitare un’egemonia affettiva sulla vita della minore, frapponendosi nel rapporto padre/figlia ponendo la minore in una condizione di disagio, inducendola a mentire o a nascondere degli accadimenti al padre e a fare troppo spesso da intermediaria tra i genitori. Nel caso in specie la minore viene coinvolta dalla madre in dinamiche adultizzanti che le hanno impedito di vivere serenamente la propria adolescenza e probabilmente colpevolizzandosi per l’affetto che prova per il padre. Infatti la bambina vive nel terrore di riferire tutte le dinamiche quotidiane al padre e ha il timore di ferire il padre.

 

L'elemento giuridico fondante

 

La ratio, secondo l’avvocato Matrimonialista della corte, di una genitorialità responsabile prevedrebbe che invece i genitori concertassero insieme tempi e attività della minore senza indurla a scegliere.

Pertanto secondo l’avvocato matrimonialista di Salerno, sono questi tutti motivi validi per farsì che il ricorso presentato dinanzi al Tribunale civile di Salerno, basato, interamente, sull’ art 709 ter c.p.c possa trovare accoglimento e che il minore in questione venga affidato al padre.